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Claudio Gadler, ucciso dalla valanga: un uomo di sport, ed una vita a fare il soccorritore sulle ambulanze

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PERGINE - Era lo sport fatto persona, Claudio Gadler: una vita, quella lavorativa, spesa fino alla pensione come autista soccorritore di Trentino Emergenza, sulle ambulanze a Trento, ma una vita anche da sempre dedicata all'attività sportiva, dalla corsa alla bici fino agli sci ed alle escursioni in montagna.Una vita che lunedì è stata bruscamente spezzata dalla valangache ha travolto Claudio non lasciandogli scampo.

Viveva, con la moglie Adriana, a monte della frazione di Masetti di Pergine: era in pensione da appena un anno e mezzo, e per un crudele gioco del destino anche la moglie aveva da poco raggiunto il riposo dal lavoro. Mentre la figlia Gloria l'aveva già reso nonno.

I colleghi ed amici conosciuti in anni di lavoro ora ricordano Claudio tracciando il profilo di una persona gioviale, indefessa sia vestendo gli abiti di soccorritore che quelli di sportivo. Subito la notizia della sua morte ha iniziato a circolare fra di loro, lasciandoli attoniti, in quanto molti di loro lo avevano accompagnato in escursioni in montagna, in sciate o in giri in bici. Aveva pure partecipato a moltissime gare agonistiche di corsa ed anche ai cosiddetti "vertical", gare di corsa in montagna.«Con Claudio abbiamo iniziato il lavoro in centrale a Trentino Emergenza a Trento - ricorda Sergio Bertoldi, attuale coordinatore del gruppo di Pergine - quando venne istituito il servizio, nel 1993. Fu uno dei primi assunti come operatore di centrale, e poi dopo qualche anno passò come autista di ambulanza, sempre in città.

Si dava sempre da fare, era un vero e proprio vulcano. Io poi sono passato a Pergine e lui, pur abitando qui, ha preferito rimanere a Trento fino alla pensione. Tutti lo conoscevano e con tutti andava d'accordo. Quando andò in pensione, organizzò una bella festa a Levico, invitando amici e colleghi».Fra i soccorritori in forza al gruppo di Pergine, che con Claudio avevano un rapporto particolare, c'è Ivan Moser, in pensione da quasi un anno. Erano parenti, in quanto Adriana, la moglie di Claudio, è sua cugina: «Sembra destino - racconta Moser - ma ho visto Claudio proprio stamattina (ieri mattina per chi legge, ndr.) in macchina, che con gli amici saliva verso Pinè per l'escursione risultata poi fatale. Era una persona cara, davvero squisita, sempre sorridente, ma mai sprovveduto. Non ci sono davvero parole in questo momento, perché ora che anche la moglie è andata in pensione avrebbero potuto godersi degli anni di meritato riposo».A condividere anni di lavoro con Claudio anche Alessandro Stefanini, da pochi anni a Pergine ma per molti decenni autista soccorritore pure lui a Trento. Stefanini proprio oggi chiude la sua carriera in Trentino Emergenza, raggiungendo pure lui la meritata pensione: «Abbiamo lavorato insieme - racconta - per trent'anni. Claudio era sempre gioviale, con la battuta pronta, disponibile con tutti. Non ha mai avuto problemi sul lavoro, per il quale non si tirava mai indietro. Era un malato di sport, era lo sport fatto persona».

I funerali di Gadler si terranno domani, giovedì 25, alle 14,30.

Luigi Oss Papot

Luigi Oss Papot

Luigi Oss Papot, di Pergine Valsugana, è corrispondente dell'Adige dalla zona e collaboratore delle sezioni Cultura e Cronaca di Trento. Storico di formazione, è autore di pregevoli libri sulla storia locale.

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