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Sofia Goggia, addio Mondiali: "Non ho più lacrime, ma guardo avanti"

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Il destino: crudele e beffardo. A cui però non si può cambiare la direzione. Ma il dolore resta, forte, intenso, insieme alle lacrime: perché a Garmisch, per una caduta e nemmeno in gara, Sofia Goggia ha dovuto dire addio ai mondiali di casa, dove arrivava da favorita nella gara regina. La discesa. La diagnosi è più grave del previsto: frattura del piatto tibiale, e non solo distorsione.

Ha fatto passare un giorno intero, l’olimpionica dello sci, prima di far volare alti i suoi pensieri. «Dopo trenta ore credo di avere finito le lacrime ma il tremendo dolore, misto all’enorme dispiacere, rimane dentro di me forte, fortissimo, assieme a un cuore che continua a dimenarsi, urlando e gridando tacitamente. Ci vuole coraggio e ora bisogna metterlo in campo» il lungo messaggio in cui al dolore la campionessa alterna con lucidità e poesia la speranza.

«Sono le urla e quella sensazione di impotenza a bordo pista quando ho capito che la stagione era finita - racconta Sofia lo choc della caduta - e lo sguardo del mio skiman che riuscivo a sostenere sentendomi in colpa per il sogno spezzato ma anche l’amore delle mie compagne quando mi hanno circondata in un abbraccio di gruppo tutte insieme nella reception dell’hotel prima che tornassi in Italia: prendo tutto e lo porto con me».

Un abbraccio corale che ha attraversato in lungo e in largo Garmisch, che doveva essere l’ultima gara prima dei Mondiali, quella per lanciarsi nell’avventura iridata di Cortina. Ma nella località tedesca il clima è da day after, perché Sofia Goggia non c’è, la prima gara di coppa senza l’olimpionica. Il superg lo vince la solita Lara Gut Berhami (è il quarto), l’Italia raccoglie il peggior risultato nella disciplina, con Federica Brignone settima. Poi ci sono Francesca Marsaglia nona e Marta Bassino decima.

Per le azzurre non sono ore serene, il pensiero è rivolto alla Goggia. «È stata una brutta giornata ieri, vedere Sofi così ci ha fatto star male. È forte, passerà anche questa» le parole di Bassino. «In un momento così d’oro per Sofia le è capitata una sfortuna incredibile e nemmeno in gara.
Lei ha dovuto affrontare tanti infortuni, lo sci è duro» le parole di Brignone.

La prima a rivolgere pensieri belli a Sofia è stata l’amica di sempre Michela Moioli, olimpionica dello snowboard: a unirle Bergamo, gli allenamenti insieme, e insieme testimonial vincenti delle Olimpiadi di Milano-Cortina. «Amica mia, anche quest’anno la sfortuna ha voluto mettere il suo zampino nella tua stagione. So che presto tornerai lì con il casco dorato, il profilo di Bergamo disegnato dietro, e il tuo sguardo di quando sai che non ce n’è per nessuna! Sei destinata a grande cose Sofi. Ce la farai anche questa volta».

Un messaggio che a Goggia, rimasta in ospedale per farsi rimuovere una vecchia placca al braccio (intervento ok, oggi torna a casa per far guarire la frattura al ginocchio), non è sfuggito: tanto da proporlo in una sua storia su Instagram.

Prima di incanalare i tanti pensieri. «Le cose vanno come devono andare per destino, coincidenze e scelte; voglio pensare che nulla, nulla accada mai per caso e che tutto contribuisca al compimento del disegno di ognuno di noi: è sempre stato cosi, e lo sarà ancora - scrive ancora Goggia -.
In quell’ottica fino a ieri c’erano i Mondiali: mi sento a pezzi. Ma ora cerco di vivere, e per quanto io sia lontana fisicamente da quello che può inquadrare quell’obbiettivo, cerco di metterlo a fuoco e di inseguirlo. Per ripartire. Per continuare imperterrita nel percorso. Per andare avanti. Perchè bisogna farlo. Usque ad finem».

«Ci vuole coraggio, e ora è necessario metterlo in campo. #ONLYTHEBRAVE».

Domenica si alza il sipario sullo strano mondiale in era covid: l’Italia ha perso la sua regina. Anche da Cortina il coro è unanime: «#forzasofi, gli azzurri e le azzurre gareggeranno anche per te». E lei lo promette, con coraggio si rialzerà e continuerà a correre.

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