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Per il mio Gabriel un altro compleanno solitario

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Dopo un anno ci ritroviamo ancora in lockdown, ed a soffrire di più sono i bambini. La lettera di una mamma, la risposta del nostro Direttore.

Per il mio Gabriel un altro compleanno solitario

Un anno fa il mio bambino festeggiava, se così si può dire, il suo ottavo compleanno tra le mura domestiche senza invitare né parenti né amici a causa del lockdown e io da genitore per confortarlo gli dissi: "Dai che nel 2021 andrà meglio e organizzeremo una bellissima festa per i tuoi 9 anni!"

E invece ci risiamo: di nuovo zona rossa, con tutto ciò che ne sussegue, e dopo 365 giorni siamo ripiombati nella stessa situazione di emergenza sanitaria e di isolamento sociale dello scorso anno!Se come adulto faccio fatica ad accettare la triste realtà, figuriamoci per un bambino a cui è stato tolto tutto, dallo sport alle attività ricreative di gruppo, e da lunedì anche la scuola che rimaneva l'unica forma di aggregazione e di socialità vera e normale...

Ma per i nostri figli bisogna andare avanti col sorriso e così il 16 marzopreparerò una buona torta, metterò dei palloncini in giro per casa, incarterò qualche pensierino e proverò ad essere felice per rendere questa giornata più serena possibile perché, il mio bambino e tutti i bambini che anche quest'anno non potranno festeggiare, se lo meritano visto che in fondo sono loro le vittime di questo brutto momento storico, ma in pochi ci pensano...

E per finire non credo gli dirò che nel 2022 potrà avere una festa come si deve, perché non voglio illuderlo un'altra volta.

Auguri Gabriel, dalla tua mamma che ti vuole un mondo di bene e che spera per te in una società più sensibile verso le esigenze di tutti, piccoli e grandi!

Cinzia Sonna - Ossana


 

Togliere ai giovani la speranza significa spegnere il fuoco di un Paese

Però può dire a Gabriel che i suoi auguri speciali sono arrivati sulle pagine dell'Adige, perché il suo compleanno, per la seconda volta, è arrivato in un periodo comunque altrettanto speciale.

Penso anch'io che le nuove generazioni stiano pagando il prezzo più alto e concordo con Veltroni quando lancia l'idea di vaccinare i giovani, per liberarli, per consentir loro di vivere e di abbracciare i loro nonni (ugualmente vaccinati). Lei ha proprio ragione, cara Cinzia, quando dice che in pochi ci pensano: basti vedere com'è stata gestita la questione della scuola, come si è stati incapaci di cercare e provare vie alternative.

Togliere ai giovani la speranza significa spegnere il fuoco di un Paese e molte cose (il compleanno di Gabriel, i 18 anni, la festa di laurea, la maturità...) non torneranno mai più.

Noi adulti possiamo rinunciare - pur fra mille sacrifici - a un anno di vita. Loro no.

Perché c'è qualcosa di irripetibile in ogni loro giornata e il loro percorso ha bisogno di ogni ora, di ogni lezione, di ogni incontro, di ogni abbraccio, di ogni bacio, di ogni festa.

lettere@ladige.it

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